Piattaforme per fare trading sull’indice US Tech 100

Scritto da Miro Nikolov
Miro Nikolov è cofondatore di TradingPedia.com e BestBrokers.com. La sua missione è aiutare le persone a realizzare investimenti profittevoli offrendo loro l'accesso a risorse formative e a strumenti di analisi.
, | Tradotto da Chiara Liuti
Chiara Liuti è una content writer e traduttrice specializzata in finanza, trading e criptovalute. Dopo gli studi in Giurisprudenza, ha sviluppato un approccio rigoroso e orientato alla precisione, applicandolo alla scrittura informativa e alla conversione.
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Il nostro team di trader esperti ha analizzato diversi broker che consentono di negoziare l’US Tech 100 e ha compilato una classifica dei migliori. Ogni piattaforma che consente di fare trading con CFD sull’indice US Tech 100 ha ricevuto un punteggio di qualità basato su diversi fattori, tra cui la valutazione su Trustpilot, la regolamentazione, le commissioni e i costi, le piattaforme di trading disponibili, il servizio clienti e altro ancora. Per chi opera dall’Italia, è importante verificare che il broker sia autorizzato a prestare servizi nell’UE e, quando pertinente, presente nei registri CONSOB o dell’autorità europea competente. Valuta anche il trattamento fiscale: profitti e perdite da CFD e derivati vanno dichiarati in Italia secondo la normativa vigente.

  1. Plus500 US
    Valutazione: 4,2
    Questo contenuto si applica esclusivamente a Plus500 US e ai clienti degli Stati Uniti. Il trading sui futures comporta il rischio di perdita.
  2. eToro
    Valutazione: 4,2
    Il 52% dei conti degli investitori al dettaglio perdono denaro
  3. Fusion Markets
    Valutazione: 4,8
    Il 74-89% dei conti CFD al dettaglio perdono denaro
  4. FP Markets
    Valutazione: 4,9
    Il 73,33% dei conti retail degli investitori perdono denaro
  5. Global Prime
    Valutazione: 4,7
    Il 74-89% dei conti CFD al dettaglio perdono denaro
  6. Pepperstone
    Valutazione: 4,4
    Il 73,7% dei conti degli investitori al dettaglio perdono denaro

Migliori broker per il trading su US Tech 100

choosing a brokerUS Tech 100, spesso usato dai broker per indicare il Nasdaq 100, è un indice azionario molto seguito e negoziato, che attira l’attenzione di molti trader. Pur essendo più diversificato rispetto a un singolo titolo, resta esposto a volatilità e movimenti improvvisi; per questo è fondamentale comprenderne a fondo le caratteristiche specifiche. Prima di scegliere un broker per il trading, ti consigliamo di esaminare attentamente le condizioni di negoziazione offerte e di valutare se spread, commissioni e altri costi applicati siano per te accettabili.

Il mondo del trading è dinamico e risente di diversi aspetti dell’economia contemporanea. Le previsioni globali, locali o settoriali non sarebbero solide senza un’analisi professionale dettagliata della situazione attuale. In questo contesto, gli indici, che servono a monitorare l’andamento complessivo dei vari settori, risultano di grande aiuto. Alcuni di essi sono particolarmente indicativi, poiché risentono di fattori quali crisi politiche, fasi alterne dei singoli comparti, cambiamenti economici e altre influenze.

Essendo uno dei mercati più grandi al mondo, gli Stati Uniti dispongono di diversi indici azionari legati a società statunitensi. Mentre il DJIA e l’S&P 500 coprono numerosi settori industriali, l’US Tech 100 (Nasdaq 100) è più specializzato, in quanto include le azioni di 100 aziende leader al di fuori del settore finanziario, per la maggior parte grandi società tecnologiche. TradingPedia ha redatto questo articolo per farti conoscere le basi del trading su US Tech 100 e presentarti una selezione di broker di trading, insieme ai loro punti di forza e di debolezza, alle commissioni, agli spread e alle altre spese applicabili.

Come funziona il trading su US Tech 100 per trader e broker

How US Tech 100 Trading WorksL’indice US Tech 100, da non confondere con il Nasdaq Composite Index, rientra nel gruppo degli indici a ponderazione modificata per capitalizzazione di mercato, scambiati attivamente sul mercato Nasdaq. Secondo la definizione fornita sul sito ufficiale del Nasdaq, la metodologia di ponderazione

«si applica alla capitalizzazione di ciascun titolo presente nell’indice, utilizzando l’ultimo prezzo di vendita del titolo alla chiusura delle negoziazioni nell’ultimo giorno di trading di febbraio, maggio, agosto e novembre e dopo aver applicato le modifiche trimestrali al numero totale di azioni in circolazione.»

I trader che desiderano iniziare a fare trading sull’US Tech 100 devono innanzitutto aprire un conto presso una società di intermediazione che offra questo indice. Prima di iniziare a operare sul conto reale, devi finanziare il tuo conto tramite uno dei metodi di pagamento supportati dal broker scelto. Controlla termini e condizioni della società, poiché i requisiti di deposito minimo variano sensibilmente, di solito tra 0 € e 300 €.

Come per altri indici, non è possibile negoziare direttamente l’US Tech 100. I broker di trading mettono a disposizione dei propri utenti una serie di strumenti specifici, tra cui contratti per differenza, futures e fondi negoziati in borsa, attraverso i quali vengono eseguite le operazioni.

Contratti per differenza (CFD)

Contracts for Difference (CFDs)I CFD su indici sono probabilmente lo strumento di trading su US Tech 100 più diffuso. Rappresentano una soluzione per operare sui movimenti di prezzo senza possedere alcuno dei componenti dell’indice. Se ritieni che il prezzo dell’US Tech 100 salirà, puoi aprire una posizione «Acquista». Il profitto verrà realizzato se l’indice si muove al di sopra del livello di prezzo al quale la posizione è stata aperta. Al contrario, se il valore dell’indice scende, subirai una perdita. Per i clienti retail italiani ed europei, i CFD sono soggetti alle misure ESMA: leva massima 1:20 sui principali indici, protezione dal saldo negativo, chiusura automatica al margine e avvertenze sul rischio.

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Domande frequenti su US Tech 100

1. Cosa influenza il movimento dell'US Tech 100?

L'andamento dei singoli titoli delle società componenti con il peso maggiore può determinare la direzione dell'intero indice. Per un investitore italiano è importante considerare anche il cambio EUR/USD, perché l’esposizione all’US Tech 100 riguarda società quotate negli Stati Uniti e può essere influenzata dalle variazioni del dollaro rispetto all’euro. Se l’indice viene negoziato tramite CFD, si applicano le tutele previste in ambito UE per i clienti retail, incluse le regole ESMA recepite in Italia e la vigilanza CONSOB sugli intermediari autorizzati. Inoltre, eventi di portata globale, come guerre e pandemie, influenzano inevitabilmente il sentimento del mercato azionario, che a sua volta incide sul valore dell'US Tech 100.

2. Come viene calcolato l'indice US Tech 100?

Le azioni che compongono questo indice azionario sono ponderate secondo una metodologia basata sulla capitalizzazione di mercato modificata. Il livello complessivo dell'US Tech 100 riflette l’andamento delle principali società non finanziarie quotate al Nasdaq che ne fanno parte. Nel calcolo dell'indice non si tengono in considerazione i pagamenti dei dividendi ordinari. Per essere incluse nell'indice, le società devono rispettare i criteri di idoneità previsti da Nasdaq, incluso un periodo minimo di quotazione. Per gli investitori italiani, l’esposizione può avvenire tramite ETF quotati anche in EUR o tramite CFD: in quest’ultimo caso si applicano le tutele ESMA, inclusi i limiti di leva per i clienti al dettaglio. Prima di operare, verifica che l’intermediario sia autorizzato nell’UE e non sia oggetto di segnalazioni CONSOB.

3. L'indice Nasdaq Composite è lo stesso dell'US Tech 100?

Questo fraintendimento nasce perché l'US Tech 100 è spesso indicato come Nasdaq-100. In realtà, i due indici differiscono in modo significativo, soprattutto per quanto riguarda la loro portata. Come suggerisce il nome, l'indice Nasdaq Composite comprende tutte le azioni internazionali e nazionali quotate sul Nasdaq Stock Market. L'US Tech 100, invece, include 100 aziende non finanziarie di primo piano che sono anch'esse negoziate sul Nasdaq Stock Market. In Italia, quando un broker propone l'US Tech 100, di solito offre un CFD o un altro derivato che replica l’andamento del Nasdaq-100, non l’acquisto diretto dell’indice. Per i clienti retail dell’UE si applicano le tutele ESMA, tra cui limiti di leva, ad esempio fino a 1:20 sui principali indici azionari, protezione dal saldo negativo e avvisi di rischio; è inoltre opportuno verificare che l’intermediario sia autorizzato o registrato presso CONSOB.

4. Posso negoziare l'US Tech 100 senza pagare commissioni?

La risposta è semplice: sì, è possibile. Esistono numerosi broker per US Tech 100 che permettono di negoziare senza commissioni fisse, principalmente tramite conti standard. In questi casi il costo è di norma incorporato nello spread, semplificando l’attività di negoziazione. Per chi opera dall’Italia è comunque importante verificare che il broker sia autorizzato a offrire servizi nell’UE e consultabile tramite CONSOB. Se lo strumento è un CFD sull’indice Nasdaq-100/US Tech 100, si applicano le tutele ESMA per i clienti retail, inclusi limiti di leva generalmente fino a 1:20 sugli indici principali e protezione dal saldo negativo; vanno inoltre considerati eventuali costi overnight e di conversione in EUR.

5. È rischioso negoziare l'indice US Tech 100?

Il mercato del trading sugli indici è soggetto a un certo grado di volatilità, ma i suoi movimenti di prezzo sono generalmente meno pronunciati rispetto a quelli delle singole azioni. Se una delle società che compongono un indice dovesse attraversare una fase di difficoltà, l’impatto sul valore complessivo dell’indice sarebbe di norma più contenuto rispetto a quello su un singolo titolo. Ad esempio, se negozi le azioni di una determinata società e questa fallisce, potresti perdere il 100% del tuo capitale di trading. Questo rischio è attenuato con gli indici, perché qualsiasi società che diventa insolvente viene generalmente sostituita da un'altra società che soddisfa i criteri di inclusione dell'indice. Per chi opera dall’Italia, indici come il FTSE MIB sono spesso accessibili anche tramite CFD: in questo caso si applicano le tutele previste da CONSOB ed ESMA per i clienti retail, tra cui limiti alla leva, ad esempio 1:20 sui principali indici e 1:10 su quelli non principali, protezione dal saldo negativo e chiusura automatica del margine.