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Chiara Liuti è una content writer e traduttrice specializzata in finanza, trading e criptovalute. Dopo gli studi in Giurisprudenza, ha sviluppato un approccio rigoroso e orientato alla precisione, applicandolo alla scrittura informativa e alla conversione.
Se sei interessato a fare trading con leva finanziaria di 1:200, è fondamentale trovare un broker affidabile e coerente con i tuoi obiettivi di trading. Tenendo conto di questo, il nostro team di esperti ha preparato una selezione di broker, mettendo in evidenza alcuni dei principali marchi di trading FX regolamentati che possono offrire leva 1:200 dove consentito dalla normativa applicabile.
Il nostro team ha valutato in modo approfondito tutti i broker elencati di seguito utilizzando l’esclusiva metodologia di TradingPedia. Per chi opera dall’Italia, è essenziale verificare che l’intermediario sia autorizzato e consultabile nei registri pubblici CONSOB o dell’autorità UE competente.
La tabella seguente offre ulteriori informazioni sulle caratteristiche e funzionalità dei migliori broker adatti al trading con leva fino a 1:200. Li abbiamo classificati in base a diversi fattori chiave, tra cui regolamentazione, spread e commissioni, valutazioni su Trustpilot, strumenti di trading, piattaforme di trading, assistenza clienti e metodi di pagamento.
Caratteristiche principali dei migliori broker Forex con leva 1:200
Indirizzo della sede centrale: 1st Floor River Court, 6 St Denis Street, 11328, Port Louis, Mauritius
La leva è un elemento fondamentale nel trading online ed è utilizzata sia dalle società di intermediazione sia dai singoli investitori. I trader usano in genere la leva per aumentare il proprio capitale di trading ben oltre il saldo disponibile, il che consente di incrementare in modo significativo i rendimenti derivanti dalle operazioni andate a buon fine.
La leva è disponibile quando si fa trading su diverse classi di attività, tra cui coppie di valute, materie prime, azioni, indici e criptovalute. Anche le opzioni e i futures possono essere negoziati con leva.
Va tuttavia sottolineato che la leva può avere effetti negativi sui saldi dei trader. Sebbene abbia il potenziale per aumentare notevolmente i profitti, le perdite possono crescere altrettanto rapidamente quando un’operazione va nella direzione sbagliata.
In sostanza, utilizzare la leva sulle proprie posizioni non è una garanzia di successo nel trading. Per questo è necessario prestare la massima cautela quando si usano rapporti di leva elevati come 1:200. La regola generale è che più alta è la leva, maggiore è il rischio per il trader Forex.
Importante: testa sempre qualsiasi nuova strategia che preveda l’uso della leva in un conto demo privo di rischi prima di impegnare denaro reale. In questo modo puoi verificare che la dimensione delle posizioni, i livelli di stop loss e le regole di gestione del rischio restino efficaci anche quando vengono amplificati di duecento volte. Le condizioni di mercato possono cambiare rapidamente e un’impostazione che funziona in un contesto tranquillo può rivelarsi disastrosa durante periodi di forte volatilità o scarsa liquidità.
Che cos’è la leva finanziaria?
La leva è capitale preso in prestito che consente ai trader di aprire posizioni di importo superiore rispetto al saldo disponibile sui loro conti di trading. È anche chiamata trading a margine ed è priva di interessi nel trading sul mercato valutario.
La leva viene espressa sotto forma di rapporti come 1:2, 1:5, 1:30, 1:100, 1:200 e così via. Il rapporto esatto disponibile dipende dalla classe di attività, dal broker e dall’autorizzazione di cui dispone.
Esistono due tipi di leva:
Leva operativa: viene utilizzata per misurare in quale misura un’azienda può aumentare il proprio utile operativo incrementando i ricavi. La leva operativa è determinata dal rapporto tra costi fissi e costi variabili adottato da una determinata società. Un’azienda utilizza un’elevata leva operativa quando ha più costi fissi che variabili, e viceversa.
Leva finanziaria: si riferisce all’utilizzo del debito per acquistare attività. Se si dice che un investimento è fortemente a leva, significa che presenta una quota di capitale proprio inferiore rispetto al debito.
La leva offre ai trader una maggiore esposizione ai mercati finanziari. Utilizzando, ad esempio, un rapporto di leva di 1:200, un trader ha la possibilità di controllare 200 € per ogni euro disponibile nel saldo del proprio conto reale. In breve, puoi operare con un capitale 200 volte superiore rispetto a quello che possiedi.
Tuttavia, il potenziale di guadagno di un’operazione non aumenta né diminuisce solo perché apri una posizione con leva. La leva si limita a ridurre la quantità di capitale proprio che un trader utilizza per aprire la posizione.
Poiché la leva è capitale preso in prestito dal tuo broker Forex, puoi incorrere in debiti consistenti se chiudi una posizione in perdita. Molti trader descrivono la leva come una lama a doppio taglio perché può amplificare notevolmente sia le perdite sia i profitti. Per questo è fondamentale applicare un’adeguata gestione del rischio quando si utilizzano posizioni a leva.
L’uso della leva non è limitato ai soli trader al dettaglio che dispongono di capitali insufficienti. Al contrario, anche i professionisti ricorrono al trading a margine e hanno in genere accesso a rapporti di leva molto più elevati, fino a 1:200 o addirittura 1:500.
Leva e margine
Un altro aspetto importante da tenere a mente è che leva e margine sono due concetti tra loro collegati. La leva riflette il rapporto tra l’ammontare dei fondi disponibili che un trader ha a saldo e la quantità di capitale con cui può operare.
Il margine, invece, si riferisce ai fondi che devi avere nel saldo reale per aprire una posizione a leva con un broker. L’intermediario utilizza il margine per mantenere la tua posizione aperta. Il margine è solitamente espresso in percentuale rispetto al valore complessivo dell’operazione, ad esempio 2%, 1%, 5% e così via.
Il margine richiesto dipende dalla dimensione della posizione del trader e dallo strumento finanziario in cui investe. Il rapporto tra margine e leva è inversamente proporzionale, come mostrano le due formule seguenti:
1 / Margine = Leva. Se il margine richiesto da un broker è 0,02 ovvero 2%, ne consegue che la leva massima in questo caso sarà pari a 1 / 0,02 = 50, cioè 1:50.
1 / Leva = Margine. Al contrario, un rapporto di leva di 1:200 comporterebbe un margine di 1 / 200 = 0,005 che, espresso in percentuale, corrisponde a 0,5%.
Margine utilizzato è un altro concetto importante con cui i trader Forex devono familiarizzare. Esprime l’ammontare di fondi che il broker deve vincolare sul tuo conto di trading per mantenere le posizioni attualmente aperte. Esiste anche il margine disponibile, che rappresenta l’importo complessivo a disposizione sul saldo per aprire nuove posizioni.
I fondi restano praticamente tuoi finché la posizione rimane aperta. Tuttavia, non puoi prelevarli dal saldo finché il broker non li «sblocca» dal tuo conto. Questo avviene o quando chiudi la posizione a leva o quando il broker ti invia una margin call, argomento che affronteremo nella sezione successiva.
È anche possibile calcolare il margine per una posizione specifica moltiplicando il margine richiesto per il numero di unità negoziate e per il prezzo quotato. Supponiamo, ad esempio, che tu voglia aprire una posizione long sulla coppia EUR/USD e acquistare 10.000 unità di euro. La società di intermediazione richiede un margine dello 0,5%, come spesso accade per rapporti di leva di 1:200.
Il prezzo quotato dal broker per questa coppia è 1,09, il che significa che devi pagare 1,09 USD per ogni EUR acquistato. Pertanto, il margine richiesto sarà calcolato come 10.000 EUR × 1,09 × 0,005 = 54,50 USD. Supponiamo che tu abbia 6.000 USD di saldo disponibile prima di aprire questa posizione. In tal caso, il tuo capitale residuo ammonterebbe a 6.000 USD − 54,50 USD = 5.945,50 USD.
Margin call – perché e quando si verificano?
I broker inviano una margin call per informare i trader che l’ammontare dei fondi a saldo non è sufficiente a coprire le potenziali perdite delle posizioni a leva aperte. Ciò avviene quando il capitale del trader scende al di sotto del margine utilizzato.
Inviandoti una margin call, il broker ti chiede di versare fondi aggiuntivi sul conto affinché questo torni al margine di mantenimento minimo. Se non lo fai, il broker chiuderà le tue posizioni aperte per impedire che il saldo si riduca ulteriormente.
È importante sottolineare che il margine disponibile di un trader è determinato dal capitale residuo e non dal saldo. Finché il capitale del trader supera il margine utilizzato, il broker non invierà alcuna margin call. Una margin call si verifica non appena il capitale del trader è uguale o inferiore al margine utilizzato.
Come funziona la leva nel trading Forex
I trader del mercato valutario si affidano alla leva per ampliare i propri investimenti iniziali e negoziare volumi maggiori di valute utilizzando denaro preso in prestito. L’uso della leva è molto diffuso nella comunità Forex perché il mercato delle valute offre in genere alcuni dei rapporti di leva più elevati disponibili. I trader valutari possono talvolta beneficiare di leve fino a 1:200 o anche di 1:500 sulle principali coppie Forex come GBP/USD e EUR/USD.
Questo capitale preso in prestito sotto forma di leva viene fornito ai trader dai broker che gestiscono i loro conti reali. Per utilizzare la leva nel trading sulle coppie di valute, il trader deve innanzitutto aprire un conto a margine, preferibilmente presso una società di intermediazione affidabile e regolamentata.
La maggior parte dei broker offre in genere rapporti di leva più elevati per le principali coppie di valute e rapporti inferiori per le coppie minori ed esotiche. Alcuni dei rapporti più comuni per le major includono 1:30, 1:200 e 1:500. I rapporti dipendono dall’autorità di vigilanza che regola il broker, dal fatto che il trader sia un cliente al dettaglio o professionale e dalla dimensione della posizione del cliente.
Da un punto di vista regolamentare, la leva è spesso proporzionata alla volatilità del mercato. Più un mercato è volatile, più bassa sarà la leva offerta dal broker. Per questo motivo le posizioni in criptovalute possono di solito essere negoziate con rapporti di leva non superiori a 1:2 o 1:5, a differenza dei rapporti di 1:30 e persino 1:200 talvolta offerti per le principali coppie di valute. Nel trading sugli indici, invece, raramente è disponibile una leva superiore a 1:20.
Molti trader Forex utilizzano la leva sulle proprie posizioni perché ciò consente di aumentare sia la dimensione delle operazioni sia il potenziale di profitto.
Supponiamo che una persona abbia depositato 1.000 € sul proprio conto Forex ma voglia aprire una posizione che superi tale importo. Se il broker fornisce una leva di 1:200, ciò permetterà al trader di aprire una posizione fino a circa 2 lotti, considerando che un lotto standard equivale a 100.000 unità della valuta di base.
Il trader aumenterà così il proprio investimento iniziale da 1.000 € a 200.000 € per questa posizione con leva 1:200, ossia due lotti standard da 100.000 unità ciascuno. In questo modo la persona può negoziare fino a 200 € per ogni euro di capitale proprio disponibile sul conto.
Un rapporto di leva di 1:200 è spesso offerto ai trader con conti mini, nei quali si negoziano mini lotti. Un mini lotto è pari a 10.000 unità della valuta di base, ad esempio USD in una coppia con dollaro come valuta di base. Talvolta la leva può dipendere anche dall’ammontare del deposito sul conto. Ad esempio, alcuni siti di trading possono offrire un rapporto di leva di 1:500 per depositi inferiori a 1.000 € e un rapporto di 1:200 per depositi compresi tra 1.000 € e 5.000 €.
La leva 1:200 è adatta a te?
È fondamentale precisare che rapporti di leva elevati come 1:500, 1:100 o 1:200 non sono adatti né disponibili per tutti i trader. Come già sottolineato, utilizzare la leva sulle proprie posizioni comporta rischi finanziari significativi, motivo per cui agli investitori al dettaglio si consiglia normalmente di evitare l’uso di leve eccessive, anche quando sono disponibili. Se un trader non è sufficientemente competente o prudente, può subire perdite ingenti.
Il rapporto di leva che utilizzi dovrebbe essere proporzionato alla tua tolleranza al rischio. Anche la strategia di trading che applichi influisce sulla leva più adatta alle tue esigenze. La regola generale è di usare una leva più bassa se prevedi di mantenere le posizioni aperte per un periodo prolungato.
Al contrario, quando apri una posizione di breve periodo destinata a rimanere aperta solo per minuti o secondi, cerchi di ottenere il massimo profitto in un arco di tempo molto ristretto. In questo caso tenderai a utilizzare quanta più leva possibile per trarre profitto da oscillazioni di mercato minime.
Quanto descritto sopra spiega perché rapporti di leva elevati come 1:200 sono tipicamente utilizzati da scalper e trader che puntano sui breakout di prezzo. I position trader, invece, di solito utilizzano leve basse (con rapporti compresi tra 1:5 e 1:20) o non utilizzano affatto la leva. A titolo di confronto, gli scalper impiegano in genere leve comprese tra 1:50 e 1:500.
I limiti massimi di leva variano sensibilmente da una giurisdizione all’altra. In Italia, la CONSOB ha reso permanenti misure di tutela sui CFD in linea con l’ESMA, incluse limitazioni alla leva, chiusura automatica al margine e protezione dal saldo negativo.
È inoltre importante ricordare che fare trading con leva 1:200 è impossibile se sei un trader al dettaglio residente in uno stato membro dell’Unione europea, almeno se desideri operare con un broker regolamentato nell’UE.
L’European Securities and Markets Authority (ESMA) ha imposto i seguenti rapporti di leva sui prodotti CFD:
Coppie Forex principali: 1:30.
Coppie Forex secondarie, principali indici azionari, oro: 1:20.
Materie prime (escluso l’oro), indici azionari secondari: 1:10.
Azioni individuali: 1:5.
Criptovalute: 1:2.
Se operi su cripto-attività spot, verifica anche il quadro MiCA e l’autorizzazione del prestatore di servizi. Nel frattempo, la leva massima consentita per i clienti al dettaglio negli Stati Uniti è pari a 1:50, mentre in Giappone è limitata a 1:25. Se vivi in uno di questi paesi ma desideri fare trading con leva 1:200, dovresti valutare con attenzione un intermediario extra-UE, tenendo presente che le tutele per il cliente, la gestione dei reclami e la vigilanza possono essere molto diverse rispetto al quadro europeo.
Vantaggi e svantaggi dell’uso della leva 1:200
Il principale vantaggio dell’utilizzo di una leva di 1:200 consiste nella possibilità di espandere il volume di trading ben oltre il capitale disponibile. In altre parole, puoi aumentare la dimensione della posizione di 200 volte. Lo stesso vale per i profitti generati dalle operazioni chiuse con successo, che vengono anch’essi amplificati grazie alla leva.
Tuttavia, i rischi associati all’utilizzo di un rapporto di leva così elevato rappresentano un evidente svantaggio. La leva amplifica infatti anche le potenziali perdite di una determinata posizione.
È fondamentale ricordare che quando utilizzi la leva sulle tue posizioni stai di fatto operando con denaro preso in prestito che dovrai restituire al broker se il mercato si muove contro di te. La realtà è che una quota significativa degli investitori al dettaglio che fanno trading a margine perde denaro, con percentuali che variano spesso tra il 60% e il 90% a seconda del broker.
Per evitare di incorrere in debiti ingenti, dovresti sempre assicurarti che il broker con cui operi offra la protezione del saldo negativo. Questa ti tutelerà nel caso in cui, dopo uno stop out, il saldo vada in rosso, impedendoti di perdere più di quanto hai depositato. In uno scenario del genere, se è prevista la protezione del saldo negativo, il conto verrà automaticamente riportato a zero.
Un ulteriore svantaggio della leva 1:200 è la sua disponibilità limitata in alcune giurisdizioni. In Europa, ad esempio, la leva per i clienti al dettaglio è fissata a un massimo di 1:30, il che significa che devi diventare cliente professionale per poter operare con leve fino a 1:500 oppure rivolgerti a broker offshore. Lo stesso vale per i trader nel Regno Unito e in Australia.