Piattaforme per fare trading sull’indice S&P 500

Scritto da Miro Nikolov
Miro Nikolov è cofondatore di TradingPedia.com e BestBrokers.com. La sua missione è aiutare le persone a realizzare investimenti profittevoli offrendo loro l'accesso a risorse formative e a strumenti di analisi.
, | Tradotto da Chiara Liuti
Chiara Liuti è una content writer e traduttrice specializzata in finanza, trading e criptovalute. Dopo gli studi in Giurisprudenza, ha sviluppato un approccio rigoroso e orientato alla precisione, applicandolo alla scrittura informativa e alla conversione.
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Se ritieni che l’operatività su singole azioni sia troppo rischiosa, prendi in considerazione il trading sugli indici per ottenere un’esposizione più ampia al mercato e diluire il rischio specifico. Un indice combina più azioni, quindi il suo prezzo complessivo dipende dall’andamento di molte società anziché di una sola. Questa diversificazione aiuta a mitigare l’impatto delle performance negative di una singola società.

L’S&P 500 è uno degli indici più scambiati ed è disponibile presso la maggior parte degli intermediari affidabili. Replica la performance di 500 delle maggiori società statunitensi quotate in borsa, coprendo circa l’80% della capitalizzazione totale di mercato. Ciò lo rende un importante parametro di riferimento per valutare lo stato complessivo dell’economia statunitense.

  1. Plus500 US
    Valutazione: 4,2
    Questo contenuto si applica esclusivamente a Plus500 US e ai clienti degli Stati Uniti. Il trading sui futures comporta il rischio di perdita.
  2. eToro
    Valutazione: 4,2
    Il 52% dei conti degli investitori al dettaglio perdono denaro
  3. Fusion Markets
    Valutazione: 4,8
    Il 74-89% dei conti CFD al dettaglio perdono denaro
  4. FP Markets
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    Il 73,33% dei conti retail degli investitori perdono denaro
  5. Global Prime
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    Il 74-89% dei conti CFD al dettaglio perdono denaro
  6. Pepperstone
    Valutazione: 4,4
    Il 73,7% dei conti degli investitori al dettaglio perdono denaro

I migliori broker per il trading sull’S&P 500

choosing a brokerChe tu stia pianificando di investire in fondi comuni di investimento o ETF, prenditi del tempo per scegliere un intermediario affidabile per l’S&P 500 che soddisfi le tue esigenze e sia coerente con il tuo stile di trading. L’elenco di broker riportato di seguito non è una classifica, ma una raccolta di piattaforme di trading affidabili i cui livelli di leva, spread, commissioni e altre caratteristiche sono analizzati dal nostro team. Per l’Italia, verifica che l’intermediario sia autorizzato in un Paese UE e controlla anche gli avvisi CONSOB: un esempio pratico è confrontare il nome del broker con i registri ufficiali prima di aprire il conto.

L’S&P 500, che sta per Standard and Poor’s 500, è un indice azionario che riflette la performance di 500 delle maggiori società statunitensi. A differenza del Dow Jones, che è un indice ponderato per il prezzo, l’US500 è calcolato sommando la capitalizzazione di mercato corretta per il flottante di tutte le società che lo compongono. Per questo motivo molti professionisti del trading considerano l’S&P 500 il vero indicatore dell’economia statunitense, anche se non è così noto al grande pubblico come il DJIA.

L’S&P 500 prevede requisiti molto specifici per l’inclusione delle società nell’indice, basati su criteri oggettivi. Dal 1° luglio 2025, la capitalizzazione di mercato di una società deve essere pari ad almeno 22,7 miliardi USD e sul suo titolo devono essere state scambiate almeno 250.000 azioni in ciascuno dei sei mesi precedenti la valutazione. Sebbene le soglie di capitalizzazione vengano aggiornate per i nuovi ingressi nell’S&P 500, non comportano la rimozione automatica delle società già presenti la cui capitalizzazione scende al di sotto del nuovo livello. Al momento della stesura, le cinque maggiori società dell’S&P 500 per capitalizzazione di mercato sono NVIDIA, Microsoft, Apple, Amazon e Alphabet. Le prime posizioni di questo elenco possono cambiare man mano che i valori delle rispettive azioni fluttuano.

Come funziona il trading sull’S&P 500 per trader e broker

How S&P 500 Trading WorksIl grande interesse per l’S&P 500 deriva dal suo ruolo di principale benchmark del mercato azionario statunitense. Le società incluse nell’indice, tra cui nomi di primo piano come NVIDIA e Microsoft, rappresentano circa l’80% della capitalizzazione totale di mercato. Ciò rende l’S&P 500 uno strumento importante per gli investitori, perché consente di ottenere esposizione a un’ampia porzione del mercato statunitense attraverso un unico investimento.

I trader che desiderano ottenere esposizione all’S&P 500 hanno a disposizione diverse opzioni. Possono acquistare quote di fondi negoziati in borsa (ETF) o fondi comuni di investimento che replicano l’indice, così da possedere indirettamente una piccola parte di tutte le società senza dover comprare ogni azione singolarmente. Questi fondi sono disponibili tramite diversi tipi di intermediari, dai broker tradizionali alle piattaforme a commissioni ridotte. Un’altra opzione è speculare sulle oscillazioni di prezzo dell’indice con contratti per differenza (CFD).

CFD sugli indici

I contratti per differenza rappresentano un’opzione per chi desidera operare sui movimenti di prezzo dell’indice senza possedere alcuna azione sottostante. Un CFD è un contratto finanziario che liquida la differenza tra il prezzo di apertura e quello di chiusura dell’S&P 500, consentendo ai trader di assumere posizioni sia in mercati in rialzo sia in mercati in ribasso. Sebbene l’S&P 500 sia un indice statunitense, l’accesso effettivo dipende dalle regole del Paese di residenza e dall’intermediario utilizzato. Per i clienti retail in Italia, i CFD su indici principali come l’S&P 500 rientrano nelle tutele ESMA recepite da CONSOB: leva massima 1:20, protezione dal saldo negativo e chiusura automatica del margine.

Fondi comuni di investimento

Investire nell’S&P 500 tramite fondi comuni di investimento è un modo diffuso per ottenere un’ampia esposizione al mercato. Un fondo comune raccoglie il denaro di molti investitori, consentendo loro di accedere collettivamente a un portafoglio diversificato di azioni che sarebbe difficile per una singola persona acquistare da sola.

Il prezzo di un fondo comune è noto come valore patrimoniale netto (NAV), che viene calcolato prendendo il valore complessivo di tutte le attività del fondo e dividendolo per il numero di quote in circolazione. Quando investi in un fondo comune, non possiedi direttamente le azioni incluse nell’S&P 500, ma detieni una parte delle quote del fondo.

È importante notare che i fondi comuni indicizzati, pur essendo comodi, presentano costi di gestione. Questi costi, sostenuti dal fondo, spesso si traducono in commissioni trasferite agli investitori. A differenza delle azioni, che possono essere negoziate durante l’intera giornata, le quote dei fondi comuni vengono di norma acquistate e vendute una sola volta al giorno al prezzo di chiusura, calcolato sul NAV finale della giornata.

Fondi negoziati in borsa (ETF)

Fare trading sull’S&P 500 tramite fondi negoziati in borsa (ETF) è un metodo diffuso ed efficiente. Analogamente ai fondi comuni, gli ETF offrono un modo per ottenere esposizione a tutte le azioni dell’indice. Tuttavia, una differenza fondamentale è che gli ETF sono negoziati in borsa per l’intera giornata, proprio come le singole azioni. Il loro prezzo può fluttuare, talvolta scambiando a un leggero sconto o a un premio rispetto al NAV del fondo. Gli ETF in genere si caratterizzano per costi contenuti, buona liquidità e replica passiva dell’indice, il che li rende un’opzione di investimento accessibile. Per gli investitori italiani, gli esempi più comuni sono ETF UCITS quotati anche su Borsa Italiana/ETFplus; molti ETF statunitensi, invece, possono non essere disponibili ai clienti retail UE se privi del KID PRIIPs.

Futures su indici

Un future su indice è un contratto che obbliga un trader a comprare o vendere l’S&P 500 a un prezzo predeterminato in una specifica data futura. Il trading sui futures consente agli investitori di speculare sul valore futuro dell’indice. Potresti imbatterti in futures su indici «frazionari», spesso offerti ai trader retail, che consentono di negoziare dimensioni di contratto più piccole rispetto a quelle utilizzate dalle grandi istituzioni.

Opzioni su indici

Le opzioni su indici sono simili ai futures, ma presentano una differenza fondamentale. Un contratto di opzione conferisce a un trader il diritto, ma non l’obbligo, di comprare o vendere l’S&P 500 a un prezzo prefissato entro una certa data. Questa flessibilità è ciò che distingue le opzioni dai futures e le rende uno strumento versatile per i trader che desiderano sfruttare i movimenti di prezzo o coprire le posizioni già aperte.

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Domande frequenti su S&P 500

1. Riceverò dividendi dall'indice S&P 500?

Non aspettarti dividendi direttamente dall'indice S&P 500, poiché gli indici non sono strumenti finanziari. Tuttavia, se investi in fondi comuni di investimento o in ETF UCITS che replicano la performance dell'US500, potresti ricevere dividendi. In Italia è importante distinguere tra strumenti a distribuzione, che versano periodicamente i proventi, e strumenti ad accumulazione, che li reinvestono automaticamente nel fondo: ad esempio, due ETF sull'S&P 500 possono seguire lo stesso indice ma avere politiche diverse sui dividendi. Prima di investire, verifica sempre KID, prospetto e regime fiscale applicato dal broker; per un investitore fiscale italiano, dividendi e plusvalenze su ETF azionari sono in genere soggetti all'imposta del 26%.

2. Qual è il rendimento medio del prezzo dell'S&P 500?

Dopo un forte recupero nella seconda metà del 2020, l'indice ha raggiunto diversi massimi storici nel 2021, con un rendimento annualizzato su cinque anni stimato all'epoca al 18,48%. Questo periodo non è indicativo della performance storica dell'indice US 500, poiché i rendimenti erano anormalmente elevati rispetto agli anni precedenti. Per gli investitori italiani, l'esposizione allo S&P 500 avviene spesso tramite ETF UCITS, fondi o CFD: in ogni caso è importante considerare il cambio EUR/USD, perché l'indice è denominato in dollari USA. Se si opera tramite CFD, si applicano le tutele previste in ambito UE, incluse le regole ESMA sulla leva e la verifica dell'intermediario presso CONSOB. Dati recenti mostrano che l'indice S&P 500 è tornato al suo rendimento medio annualizzato storico di circa 10,26%.

3. In che modo l'S&P 500 si differenzia dal Dow Jones?

La differenza principale riguarda il modo in cui ciascun indice è calcolato. Il DJIA è ponderato per il prezzo, mentre l'US500 assegna un peso maggiore alle società con una capitalizzazione di mercato più elevata. L'S&P 500 è generalmente considerato un riflesso più rappresentativo dell'attuale stato dell'economia statunitense grazie alla sua copertura più ampia. Tuttavia, poiché comprende società provenienti da diversi settori, tende a essere più volatile rispetto al DJIA. Per gli investitori italiani, l’esposizione a questi indici avviene spesso tramite ETF UCITS denominati in EUR o tramite CFD: in quest’ultimo caso si applicano le tutele ESMA e CONSOB per i clienti retail, inclusi limiti alla leva, ad esempio 1:20 sui principali indici. Va inoltre considerato il rischio di cambio EUR/USD.

4. Quali sono gli orari di negoziazione dell'indice S&P 500?

La maggior parte dei trader preferisce operare tra le 09:30 e le 16:00, poiché questi sono gli orari di contrattazione regolari del New York Stock Exchange (NYSE) e del Nasdaq Stock Market (Nasdaq), espressi in ora di New York. Per chi opera dall’Italia, ciò corrisponde di norma alle 15:30-22:00 ora italiana, con possibili differenze temporanee nei periodi di cambio tra ora solare e ora legale. Inoltre, le negoziazioni in pre-mercato possono iniziare già alle 04:00, mentre le sessioni post-mercato possono estendere il periodo di negoziazione fino alle 20:00. Su Borsa Italiana/Euronext Milan, invece, la negoziazione continua delle azioni avviene generalmente dalle 09:00 alle 17:30; prima di operare fuori orario è utile verificare con il broker costi, liquidità e disponibilità del servizio per i clienti italiani.

5. Esistono altre modalità per negoziare l'indice S&P 500, oltre ai fondi comuni di investimento o agli ETF?

Sì, gli ETF sono tutt'altro che gli unici strumenti per negoziare l'indice S&P 500. In base alla tua esperienza e al tuo stile di trading preferito, puoi anche utilizzare CFD sull'indice S&P 500 (contratti per differenza), futures e opzioni. Per chi opera dall’Italia, i CFD devono essere valutati nel quadro delle regole UE applicate dagli intermediari autorizzati: per i clienti retail la leva sui principali indici azionari, come l’S&P 500, è in genere limitata a 1:20 e sono previste tutele come la protezione dal saldo negativo e avvertenze standardizzate sul rischio. I contratti futures ti obbligano a scambiare un'attività sottostante a un prezzo prestabilito in una data fissa, mentre con le opzioni hai il diritto, ma non l'obbligo, di farlo. Futures e opzioni richiedono particolare attenzione a margini, scadenze e liquidità del mercato.