Miro Nikolov è cofondatore di TradingPedia.com e BestBrokers.com. La sua missione è aiutare le persone a realizzare investimenti profittevoli offrendo loro l'accesso a risorse formative e a strumenti di analisi.
Chiara Liuti è una content writer e traduttrice specializzata in finanza, trading e criptovalute. Dopo gli studi in Giurisprudenza, ha sviluppato un approccio rigoroso e orientato alla precisione, applicandolo alla scrittura informativa e alla conversione.
Il nostro team di trader esperti ha testato diversi broker Forex regolamentati e affidabili e ha compilato un elenco dei migliori broker per il trading su NZD/USD. Ogni broker ha ricevuto un punteggio di qualità basato su diversi fattori, tra cui la sua valutazione su Trustpilot, lo status regolamentare, le commissioni e i costi, le piattaforme di trading disponibili, l’assistenza clienti e altro ancora.
Il nostro team ha valutato in modo approfondito tutti i broker elencati di seguito utilizzando l’esclusiva metodologia di TradingPedia.
Importante: se operi dall’Italia, verifica sempre che il broker sia autorizzato o possa offrire servizi nell’UE e controlla eventuali avvisi CONSOB prima di depositare fondi. La regolamentazione europea prevede tutele come segregazione dei fondi dei clienti, informativa sui rischi, protezione dal saldo negativo e procedure di reclamo. Fare trading con un broker non autorizzato aumenta drasticamente il rischio di frode, blocchi improvvisi del conto e problemi nei prelievi, che possono azzerare il tuo capitale di trading a prescindere dalla tua strategia o esperienza.
Elenco selezionato dei 10 migliori broker Forex per il trading su NZD/USD
Iniziare a fare trading sul mercato Forex (FX) può essere un compito impegnativo. Sembra che ci sia una quantità infinita di informazioni da analizzare e apprendere e il processo diventa ancora più difficile quando arriva il momento di scegliere il tuo broker.
Negli ultimi decenni il trading Forex al dettaglio è cresciuto rapidamente perché Internet ha offerto ampie opportunità ai broker di fornire i propri servizi online, rendendo il trading FX accessibile ai trader individuali. Il numero di broker disponibili in rete può risultare opprimente e fattori come spread, commissioni e vigilanza regolamentare dovrebbero essere tutti valutati prima di scegliere un broker. Per chi risiede in Italia, è utile verificare anche la disponibilità di conto in EUR, documentazione fiscale chiara e assistenza in italiano. Per aiutarti in questo processo, abbiamo raccolto qui sotto alcuni dei migliori broker per NZD/USD.
Indirizzo della sede centrale: 1st Floor River Court, 6 St Denis Street, 11328, Port Louis, Mauritius
La coppia NZD/USD indica quanti dollari statunitensi sono necessari per acquistare un dollaro neozelandese. È considerata una coppia di valute legata alle materie prime perché il NZD e la più ampia economia neozelandese sono fortemente influenzati dalle esportazioni agricole. Il latte in polvere intero è una delle principali esportazioni del Paese, il che significa che il valore del NZD tende a salire quando aumentano i prezzi lattiero-caseari a livello globale. Al contrario, quando i prezzi dei prodotti caseari scendono, fare trading sul dollaro neozelandese (Kiwi) diventa meno interessante.
La coppia NZD/USD è disponibile presso la maggior parte dei broker online, offrendo agli investitori che preferiscono questa coppia numerose piattaforme tra cui scegliere.
Come funziona il trading su NZD/USD per trader e broker
Una coppia Forex è composta da due valute. La prima, in questo caso il dollaro neozelandese, è chiamata valuta base. La seconda, il dollaro statunitense, è la valuta di quotazione. Gli investitori utilizzano i lotti per determinare quante unità negoziare; un lotto standard è composto da 100.000 unità.
La coppia NZD/USD è inoltre popolare tra gli appassionati di carry trade. Un’operazione di carry trade diventa interessante quando una delle due valute della coppia offre un tasso d’interesse più elevato rispetto all’altra. L’investitore prende in prestito la valuta con tasso d’interesse più basso e la converte in quella con tasso più alto. Se mantieni la posizione e il tasso di cambio rimane stabile, ottieni un profitto dal differenziale dei tassi di interesse. Il carry trade può essere molto rischioso, soprattutto nei periodi di elevata volatilità o turbolenza economica, quindi usa la massima cautela se stai valutando questa strategia.
Un altro aspetto che gli investitori su NZD/USD devono affrontare con attenzione è la leva finanziaria. La leva implica prendere in prestito fondi dal broker per poter negoziare una posizione più grande rispetto a quanto consentito dal saldo attuale. Quando viene utilizzata con successo, la leva può amplificare notevolmente i profitti, ma può altrettanto facilmente amplificare le perdite. Per i clienti retail nell’UE, le regole ESMA limitano di norma la leva sui CFD Forex non principali come NZD/USD a 1:20, insieme alla protezione dal saldo negativo.
Questa commissione viene detratta dal saldo dell'investitore se il conto è rimasto inattivo per un periodo prolungato. Alcuni intermediari hanno iniziato ad eliminare gradualmente questa pratica, ma altri la continuano ad applicare. Per gli investitori italiani è importante verificare nel foglio informativo o nel tariffario se la commissione di inattività è espressa in EUR, quando scatta e se può essere evitata effettuando un’operazione o un accesso al conto. Inoltre, la maggior parte degli intermediari addebiterà la commissione soltanto finché il saldo del conto dell'utente non sarà esaurito, a quel punto chiuderanno il conto anziché consentire che accumuli un saldo negativo. Nel caso dei CFD offerti a clienti retail nell’UE, la normativa ESMA recepita in Italia prevede la protezione da saldo negativo, quindi il rischio non dovrebbe superare i fondi presenti sul conto dedicato.
2. Perché lo strumento NZD/USD è noto come «kiwi»?
Il soprannome deriva dal dollaro neozelandese.
Sul retro della moneta da 1 dollaro neozelandese si trova l'immagine di un kiwi, l'uccello nazionale della Nuova Zelanda.
Perciò, quando si negozia il NZD, si dice che si stia negoziando il kiwi.
Per i trader italiani è utile ricordare che le coppie con NZD, come NZD/USD o EUR/NZD, sono generalmente considerate coppie Forex non principali: con broker regolamentati nell’UE, le tutele ESMA per i clienti retail prevedono di norma leva massima 1:20 sui CFD su queste coppie, oltre alla protezione dal saldo negativo.
3. Cos'è la protezione dal saldo negativo?
La protezione dal saldo negativo, come suggerisce il nome, impedisce che il saldo del tuo conto diventi negativo. Se questa misura di sicurezza non è attiva, potresti perdere più denaro di quello presente sul tuo conto e ritrovarti indebitato nei confronti del broker. In Italia, per i clienti al dettaglio che operano con CFD tramite intermediari autorizzati nell’UE, questa tutela rientra nelle misure ESMA recepite e vigilate dalle autorità nazionali, inclusa la CONSOB: la responsabilità complessiva sul conto CFD è limitata ai fondi disponibili su quel conto. Le autorità di regolamentazione ora richiedono ai broker di offrire la protezione dal saldo negativo.
4. Il mio denaro è in pericolo se il broker diventa insolvente?
Finché operi con un broker affidabile, la risposta è no. I broker regolamentati da autorità competenti e riconosciute custodiscono i tuoi fondi in conti segregati presso banche affidabili, separati dai fondi della società. Di conseguenza, non potrebbero utilizzare i tuoi fondi per saldare i propri debiti. In Italia è importante verificare che l’intermediario sia autorizzato a operare tramite i registri CONSOB o in regime di passaporto UE. Le tutele previste dalla normativa europea, incluse le regole ESMA per i clienti al dettaglio, non eliminano il rischio di mercato: proteggono soprattutto da usi impropri dei fondi, saldo negativo e pratiche non conformi.
5. Come posso finanziare il mio conto Forex?
Sono disponibili numerose soluzioni di pagamento che puoi utilizzare per finanziare il tuo conto. In generale, la disponibilità dei singoli metodi dipende dal broker. Per chi opera dall’Italia, è preferibile verificare che il broker sia autorizzato nell’UE e, se offre servizi in Italia, correttamente comunicato alla CONSOB. La maggior parte dei broker accetta carte di credito e debito, oltre ai bonifici bancari SEPA in EUR. Inoltre, i portafogli elettronici sono molto diffusi, in particolare soluzioni come Skrill, PayPal e Neteller. Prima di depositare, controlla eventuali commissioni, tempi di accredito e prelievo, limiti minimi e l’obbligo che il metodo di pagamento sia intestato alla stessa persona del conto di trading.